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Casella di testo: "CITTA' SOTTILI"
Segnalazione di merito “Bravo” “Superbo disco di musica contemporanea (ma acustica!).…Prodotta magnificamente.Un lavoro grazioso…Le frontiere si trovano allontanate  e si aprono all’immaginario. Le ambientazioni si succedono le une alle altre, fluide… Superbo viaggio…” La confezione vanta una grafica raffinata e offre la traduzione in Inglese."  (Maria Rossi) ”Trad Magazine” (Francia) /  luglio/agosto 2007
"InChanto è un ensemble più giovane, insieme dai primi anni ’90, e si può definire più come “art” piuttosto che “folk” ensemble, in quanto usa la musica rinascimentale e tradizionale come trampolino per la sua produzione originale. “Città Sottili”  è un elegante arazzo dalla ricca trama. Il gruppo si serve degli intrecci culturali della Toscana, con le sue molte lingue e influenze musicali, per esplorare gli spesso “sottili” e porosi confini fra popoli, paesi e culture e, in modo più profondo, fra passato e presente, realtà e illusione. La confezione vanta una grafica raffinata e offre la traduzione in Inglese."  
(Chris Helm) "Dirty Linen” (Stati Uniti) - ottobre 2007 
"...InChanto sembra riflettere lo spirito e il patrimonio della Toscana. La loro musica è profondamente radicata in diversi modelli tradizionali (Irlandese, Bretone e Occitano) ma riflette anche l’eleganza del Rinascimento italiano. I brani sono senza tempo ed è facile sbagliarsi pensando che siano stati ripresi da musica antica. Sono, invece, composti dal membri del gruppo: Cesare Guasconi la musica, Marco Del Bigo i testi in diverse lingue appropriate all’ambientazione toscana. La strumentazione ha provenienze classiche e folk e comprende ghironda, tin whistle, clarinetto, liuto e arpa bretone. L’eccellente abilità musicale si combina con l’incisiva precisione della musica classica e con il calore, l’universalità e il ritmo dello stile tradizionale, che dona un accompagnamento ideale alla leggiadra voce di Michela Scarpini. Città Sottili può essere interpretato come la vista di una città all’orizzonte da parte di un viaggiatore. Può anche descrivere il modo in cui InChanto percepisce il suo quasi impercettibile confine fra passato e presente, musica folk e classica, influenze culturali indigene ed esterne."  (Ken Hunt) "Folk Roots” (Inghilterra) - ottobre 2007 
" Prendendo ispirazione sia alla nativa Toscana che dal Rinascimento, questo quintetto italiano non pretende tuttavia di essere completamente fedele a nessuno dei due: li usa come punti di partenza per la sua musica originale. Con ogni probabilità la musica antica non ha queste sonorità, dal momento che le interpretazioni sono colorate da secoli di musica folk, ma c’è qualcosa di decisamente affascinante in quello che essi fanno, che sia il recitato sulla musica dell’iniziale  “Le città e il cielo” o il brioso gioco strumentale di “Le cidre et le vin”, in cui melodie semplici ma sonore sono volte in un superbo arrangiamento. C’è molto da amare in questi suoni e in questo canto, e nell’uso di strumenti come la  ghironda,  l’arpa, il liuto, il violino e le percussioni, mentre il clarinetto aggiunge uno strano tocco esotico così come la tabla, che appare inaspettatamente in un paio di brani sortendo un effetto straordinario. C’è molta cura e molto amore qui, e benché il loro intento non sia quello di ricreare la musica antica di Toscana, in quel che fanno c’è un’atmosfera senza tempo e una robusta bellezza del suono. Leggendo il saggio nel booklet penserete che sono molto accademici e filosofici, ma mettete il CD e vi troverete avvolti dalla gioia.- "
(Chris Nikson) "Sing out!” (Stati Uniti) - settembre 2007 
“...Il gruppo senese che è riuscito negli anni a ritagliarsi uno spazio ben preciso fra la musica antica e quella popolare, protagonista un po’ defilato, ma di sostanza della scena revivalistica italiana da almeno un decennio…”Città sottili” si muove fra atmosfere più sognanti e avvolgenti, in cui l’accresciuta compattezza del gruppo trova ancora maggiore efficacia, con l’attraente voce di Michela Scarpini non più isolato faro ma finalmente espressione di un suono d’insieme interessante e solido…Maturità definitivamente raggiunta...”. 
(Sergio Palumbo) ”Folk Bulletin” (Italia) - giugno 2007
(New trad) - Stella di merito “Lira Gillar” - “Quando InChanto si è formato agli inizi degli anni ’90, il fattore comune è stato l’interesse per la musica antica e per la musica folk con particolare attenzione oltre i confini della Toscana, in Italia. Così la loro musica suona antica, sebbene ogni cosa sia stata scritta ex-novo. In una bella copertina hanno aggiunto un ampio booklet con un abbastanza noioso testo filosofico intorno al viaggio musicale del gruppo, e –più interessante- tutti i testi con le traduzioni in Inglese.
Gli strumenti sono numerosi, corde strumenti a fiato, ghironda, arpa, dulcimer, kantele e percussioni. L’unica donna canta la maggior parte delle armonie principali mentre gli uomini eseguono i cori. Essi fanno una musica che è suadente, ma non troppo sdolcinata, tradizionale senza suonare vecchia.
Uno dei più pregiati vini italiani è il Brunello di Montalcino. Anch’esso viene dalla Toscana. Adesso io ho due buone ragioni per andare là. “ (Ulf Torstensson) Lira” (Svezia) - marzo 2007
FOLKER “Le “Città sottili” e belle, sono sia le città del passato che del presente e dei sogni. I confini di tempo e di spazio si dissolvono. "I  confini esistono per essere  varcati", scrivono gli InChanto nell'introduzione. Il punto di partenza del loro genere di lavoro è la Toscana, un crogiolo culturale, che è sempre stato aperto alle influenze esterne. Così la eccezionale cantante  Michela Scarpini intona le canzoni in "toscano" (la lingua accademica italiana), o in ugual modo in corso, maltese o spagnolo. Con meravigliosa facilità essa passa dal canto tradizionale allo sperimentale, dai dialetti alle lingue. Sulla base della musica Rinascimentale, della tradizione toscana, anche scritta, del folk irlandese e delle influenze di altre culture mediterranee gli InChanto hanno creato un proprio cosmo musicale. In aggiunta usano una molteplicità di strumenti musicali come il liuto, i tin whistles, la ghironda, il dulcimer, i clarinettti, i flauti dolci, il bodhrán oltre all’arpa bretone. Gli InChanto sono veramente maestri nell'oltrepassare il confine: tradizione e modernità, suoni eterei e della terra si fondono in modo naturale. Chi si entusiasma per il John Renbourn Group, i Pentangle o i catalani Ham de Foc e li considera riferimenti musicali fondamentali, sarà ispirato dagli InChanto. ”  (Martin Steiner) ”Folker” (Germania) -  maggio 2007 
“...All’interno di una gran varietà e molteplicità di proposte, quella di InChanto è quella che più si avvicina alla nostra concezione di gruppo folk. Due sono i riferimenti principali a cui si ispirano per creare le loro composizioni originali, che costituiscono la totalità di questo disco: la musica del rinascimento italiano e la Toscana , luogo di incontro di culture che si mescolano tra di loro. La composizione e l’interpretazione sono eccellenti, delicate, affascinanti, senza cadere in luoghi comuni, con una certa atmosfera classica che risveglia la nostra anima Castigliana, sebbene la molteplicità di timbriche da un lato (violino, corde, clarinetti, flauti, arpa, ghironda, salteri) insieme alla voce femminile di aria medievale mostrano una ricchezza sonora adatta alle orecchie che prediligono le sonorità celtiche, e al tempo stesso per quelle più sperimentali, per quelli che cercano qualcosa che vada oltre, senza rinunciare  ai postulati classici del folk. Tutto con l’atmosfera speciale che gli conferisce il tempo di una terra meno conosciuta a cui questa musica si ispira.Sono sicuro  che non deluderà neanche la confezione né la bella presentazione....”InterFolk” (Spagna) -  aprile 2007

 "Amors"
“…Amors, deftly manages its source material. The result is a rich, fulfilling album....Mixing four different languages doesn.t weaken the album - the varying languages are blended for smooth transitions from song to song....InChanto again and again displays a talent for communicating their emotions to the listener. Transported by the songs on Amors, the listener can truly get a sense of the region that inspires InChanto.”
(Eric Eller) ”GreenManRewiev" (USA) - 11 maggio 2003
 “…Ne guadagnano l'insieme e l'immediatezza e, supponiamo, anche il contatto con il pubblico che troverà nel disco le sensazioni di un concerto live....Un disco frutto della passione e dell'impegno, che non mancherà di toccare i sentimenti degli ascoltatori più sensibili al fascino della musica d'atmosfera.”   
 (Enrico Lucchesi) ”Folk Bulletin” - febbraio 2003 

“…The music is melodious and gentle, the right thing to lean back and follow them with your thoughts.…A nice album with a fine artwork of the booklet.”
(Christian Moll) ”Folk World”(Germania)  - dicembre 2002
".....L'amalgama di queste atmosfere è dato dalla finezza interpretativa crepuscolare, la contemplazione e il lirismo interpretativo. Il tappeto sonoro acquista il sapore di una lunga suite a tratti dolce a tratti trascinante, con la dolcissima voce di Michela Scarpini su tutto. Un disco che propone nuove composizioni che evocano così mirabilmente tempi lontani, che procura all'ascolto una pace e una serenità che sfocia in autentico piacere, non può restare nell'oblio. Ogni nota ha giusta collocazione, e grande è il desiderio di riascoltare l'opera quando questa termina. Le produzioni Ethnoworld non finiscono di stupire, oltre che per la quantità, anche per la qualità, e questi musicisti di maestria ne hanno da vendere!..."
(Loris Bohm) "Traditional Arranged" - settembre 2002
 "Muliermala"
"....alla fine, potremmo definire centrato l'obiettivo ambizioso grazie alle capacità tecniche di alcuni singoli e alla ricerca apprezzabile di un suono d'insieme che riesce, proprio in virtù della sua compattezza, a fungere da collante e da veicolo per i contenuti artistici, non sempre facilmente assimilabili, grazie ai quali comunque "Muliermala" può essere considerato un incoraggiante debutto discografico." 
(Enrico Lucchesi) "Folk Bulletin" - giugno 2001

".....Ascoltando il disco veniamo subito avvolti da un'atmosfera magica, ispirata: le composizioni non sembrano assolutamente create in questo secolo... l'esecuzione poi è assolutamente impeccabile, grintosa, unica. Un capolavoro assoluto..... e quella incredibile voce di Michela Scarpini così tagliente, incisiva, graffiante, che fa la differenza: un incanto. Gli strumenti l'accompagnano ad arte esprimendo atmosfere sognanti fuori dal tempo...."
(Loris Bohm) "Traditional Arranged" - gennaio 2000
"La capacità di cogliere l'essenza della Musica, ecco il dono degli InChanto: suoni che narrano e sussurrano emozioni e stati d'animo molto intensi. "Muliermala" è un progetto di alto valore nel quale è facile perdersi tra le numerose influenze che non sono mai citate, bensì vissute in prima persona dai musicisti. Non è usuale incontrare una proposta così eterogenea e, al contempo, così omogenea nella riuscita.... " 
(Valerio Lanfranco Meletti) "Cupa Cupa" - novembre 2000
 
 "Il concerto"
 "...E poi la voce solista, melodiosa e velatamente malinconica, carica di sentimento, di Michela Scarpini completa il quadro di questa musica che richiama alla mente i paesaggi sfumati della Val d'Orcia, le aride crete senesi, il verde smeraldo dell'Amiata….I brani offerti non rappresentano un'operazione autenticamente filologica, ma l'ispirazione risiede certamente lì, in una cultura del passato dalla quale, appunto, il complesso "InChanto" ha tratto le basi stesse del proprio minuzioso ed appassionato lavoro." 
(Vinicio Serino) "La Nazione" - 24/2/2001

"....Penetra, questa musica, con dolcezza e piacere in ogni parte del corpo, carpitrice della voglia di bambino e di ninne nanne che si nascondono in noi....." 
(U. Padelletti) "L'Informatore" - 29 agosto 2000
"....La solista Michela Scarpini ha letteralmente incantato il pubblico con la sua voce melodiosa e ricca di sonorità che ha offerto ai presenti l'occasione per rivivere le magiche atmosfere dei tempi passati...." (A.C.) "Il corriere di Siena" - martedì 2 gennaio 1996
"Dieci minuti di applausi a sipario aperto: questo il segno tangibile del successo dello spettacolo "Qual Dissono Concento"......un mix di antiche arie e brani recitati, capaci di creare una particolare suggestione e di incantare il pubblico presente. Magistrale l'interpretazione dei musicisti......La voce di Michela Scarpini è risuonata nel teatro come fosse un altro strumento che armonizzasse tutti gli altri..." 
(R.C.) "Il Cittadino" - domenica 31 dicembre 1995
".....Musica per palati raffinati, interpretazioni certamente difficili. Ma forse e, proprio per questo, da tenere presenti, al fine di portarle su certe mense dove la cacofonia si è sostituita all'eufonia...I quattro di "Pavane" non possono definirsi soltanto freddi musicisti. Il loro repertorio, che è frutto di amorevoli ricerche, si avvale di brani onirizzanti capaci, per chi ha "intelletto d'amore", di condurre umbratilmente tra i bardi d'Irlanda e le corti dei Gonzaga....."
(G.Barducci) "Il Cittadino" - martedì 5 settembre 1995