Quella proposta dal gruppo InChanto è musica d’autore che affonda le sue radici sia nella musica folk (irlandese, bretone, occitana) che nella musica del rinascimento italiano, regalando atmosfere in costante equilibrio tra antico e moderno, colto e popolare. In questa "alchimia sonora", filtrata attraverso una sensibilità mediterranea, giocano un ruolo importante i testi composti in varie lingue.

Sin dall’inizio, infatti, l’obiettivo non è stato quello di operare una ricerca strettamente filologica o di maniera, quanto di elaborare un repertorio di propria composizione profondamente ispirato  dal luogo di origine: la Toscana.

   Toscana come terra di partenza e depositaria di una cultura propria, profonda e radicata, ma anche come terra di accoglienza per culture “altre” che essa, da sempre terra di passaggio e di ospitalità da molti prediletta, può aver riconosciuto e assorbito e che in essa si sono incrociate e confrontate nel corso dei secoli.

   Da sempre la nostra regione si è trovata ad accogliere lingue e dialetti diversi: per la sua posizione centrale nella penisola, e non è un caso che dei tanti volgari si sia imposto proprio quello parlato qui, in quanto idioma mediano, comprensibile sia al sud che al nord; per la via Francigena, che ne fece percorso e tappa obbligata di quell’umanità in cammino diretta ai luoghi santi; per il suo vantaggioso affaccio sul Tirreno, per secoli fulcro di scambi commerciali e culturali con il resto del Mediterraneo e dell’Europa. Senza contare i popoli che l’hanno via via (seppur per brevi periodi) assoggettata: spagnoli, francesi, austriaci. La Toscana è stata ed è ancora terra d’emigrazione e d’immigrazione, “terra promessa” il cui fascino attira gente da ogni dove, spingendola talvolta a farne la propria patria elettiva.