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"CITTA'
SOTTILI"
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Prendendo ispirazione sia alla nativa Toscana che dal Rinascimento,
questo quintetto italiano non pretende tuttavia di essere completamente
fedele a nessuno dei due: li usa come punti di partenza per la sua
musica originale. Con ogni probabilità la musica antica non ha queste
sonorità, dal momento che le interpretazioni sono colorate da secoli di
musica folk, ma c’è qualcosa di decisamente affascinante in quello
che essi fanno, che sia il recitato sulla musica dell’iniziale
“Le città e il cielo” o il brioso gioco strumentale di “Le
cidre et le vin”, in cui melodie semplici ma sonore sono volte in un
superbo arrangiamento. C’è molto da amare in questi suoni e in questo
canto, e nell’uso di strumenti come la ghironda,
l’arpa, il liuto, il
violino e le percussioni, mentre il clarinetto aggiunge uno strano tocco
esotico così come la tabla, che appare inaspettatamente in un paio di
brani sortendo un effetto straordinario. C’è molta cura e molto amore
qui, e benché il loro intento non sia quello di ricreare la musica
antica di Toscana, in quel che fanno c’è un’atmosfera senza tempo e
una robusta bellezza del suono. Leggendo il saggio nel booklet penserete
che sono molto accademici e filosofici, ma mettete il CD e vi troverete
avvolti dalla gioia.- "(Chris Nikson) "Sing
out!” (Stati
Uniti) - settembre 2007
“...Il
gruppo senese che è riuscito negli anni a ritagliarsi uno spazio ben
preciso fra la musica antica e quella popolare, protagonista un po’
defilato, ma di sostanza della scena revivalistica italiana da almeno un
decennio…”Città sottili” si muove fra atmosfere più sognanti e
avvolgenti, in cui l’accresciuta compattezza del gruppo trova ancora
maggiore efficacia, con l’attraente voce di Michela Scarpini non più
isolato faro ma finalmente espressione di un suono d’insieme
interessante e solido…Maturità definitivamente raggiunta...”.
(Sergio
Palumbo) ”Folk
Bulletin” (Italia) - giugno 2007
(New
trad) - Stella
di merito “Lira Gillar” - “…They make a music that
is beautiful but not too sweet, traditional without feeling old One of
Italy’s finest wines is Brunello di Montalcino. It
also comes from the area of Toscana. Now
I have got two reasons to go there.”
(Ulf
Torstensson) ”Lira” (Svezia) - marzo 2007
."...
gli
InChanto hanno creato un proprio cosmo musicale...sono veramente maestri
nell'oltrepassare il confine : tradizione e modernità, suoni eterei e
della terra si fondono in modo naturale...(Martin
Steiner ) ”Folker”
(Germania) -
maggio
2007
“...La
interpretaciòn y la
composiciòn son excelentes, delicadas, hermosas sin caer en lugares
comunes, y con un cierto aire clàsico que despierta nuestro alma
castellana si bien la multiplicidad de timbres por un ladom junto a la
voz femenina de aire medieval, muestran una riqueza sonora apta para los
oidos màs celta, y al mismo tiempo para los màs experimentales...”InterFolk” (Spagna)
- aprile
2007
"Amors"
“…Amors,
deftly manages its source material. The result is a rich, fulfilling
album....Mixing four different languages doesn.t weaken the album - the
varying languages are blended for smooth transitions from song to
song....InChanto again and again displays a talent for communicating
their emotions to the listener. Transported by the songs on Amors,
the listener can truly get a sense of the region that inspires InChanto.”(Eric
Eller) ”GreenManRewiev"
(USA) -
11 maggio 2003
“…Ne guadagnano
l'insieme e l'immediatezza e, supponiamo, anche il contatto con il
pubblico che troverà nel disco le sensazioni di un concerto live....Un
disco frutto della passione e dell'impegno, che non mancherà di toccare
i sentimenti degli ascoltatori più sensibili al fascino della musica
d'atmosfera.”
(Enrico
Lucchesi)”Folk
Bulletin”
-
febbraio 2003
“…The
music is melodious and gentle, the right thing to lean back and follow
them with your thoughts.…A nice album with a fine artwork of the
booklet.”(Christian
Moll) ”Folk
World”(Germania)
- dicembre 2002
".....L'amalgama di queste atmosfere è dato dalla finezza
interpretativa crepuscolare, la contemplazione e il lirismo
interpretativo. Il tappeto sonoro acquista il sapore di una lunga suite
a tratti dolce a tratti trascinante, con la dolcissima voce di Michela
Scarpini su tutto. Un disco che propone nuove composizioni che evocano
così mirabilmente tempi lontani, che procura all'ascolto una pace e una
serenità che sfocia in autentico piacere, non può restare nell'oblio.
Ogni nota ha giusta collocazione, e grande è il desiderio di
riascoltare l'opera quando questa termina. Le produzioni Ethnoworld non
finiscono di stupire, oltre che per la quantità, anche per la qualità,
e questi musicisti di maestria ne hanno da vendere!..."(Loris
Bohm) "Traditional
Arranged" - settembre 2002
"Muliermala"
"....alla
fine, potremmo definire centrato l'obiettivo ambizioso grazie alle
capacità tecniche di alcuni singoli e alla ricerca apprezzabile di un
suono d'insieme che riesce, proprio in virtù della sua compattezza, a
fungere da collante e da veicolo per i contenuti artistici, non sempre
facilmente assimilabili, grazie ai quali comunque "Muliermala"
può essere considerato un incoraggiante debutto discografico." (Enrico
Lucchesi) "Folk
Bulletin" - giugno 2001
".....Ascoltando il disco veniamo subito avvolti da un'atmosfera
magica, ispirata: le composizioni non sembrano assolutamente create in
questo secolo... l'esecuzione poi è assolutamente impeccabile,
grintosa, unica. Un capolavoro assoluto..... e quella incredibile voce
di Michela Scarpini così tagliente, incisiva, graffiante, che fa la
differenza: un incanto. Gli strumenti l'accompagnano ad arte esprimendo
atmosfere sognanti fuori dal tempo....."(Loris Bohm) "Traditional
Arranged" - gennaio 2000
"La capacità di cogliere l'essenza della Musica, ecco il dono
degli InChanto: suoni che narrano e sussurrano emozioni e stati d'animo
molto intensi. "Muliermala" è un progetto di alto valore nel
quale è facile perdersi tra le numerose influenze che non sono mai
citate, bensì vissute in prima persona dai musicisti. Non è usuale
incontrare una proposta così eterogenea e, al contempo, così omogenea
nella riuscita.... " (Valerio Lanfranco Meletti) "Cupa
Cupa" - novembre 2000
"Il
concerto"
"...E
poi la voce solista, melodiosa e velatamente malinconica, carica di
sentimento, di Michela Scarpini completa il quadro di questa musica che
richiama alla mente i paesaggi sfumati della Val d'Orcia, le aride crete
senesi, il verde smeraldo dell'Amiata…. I brani offerti non
rappresentano un'operazione autenticamente filologica, ma l'ispirazione
risiede certamente lì, in una cultura del passato dalla quale, appunto,
il complesso "InChanto" ha tratto le basi stesse del proprio
minuzioso ed appassionato lavoro." (Vinicio Serino) "La
Nazione" - 24/2/2001
"....Penetra, questa musica, con dolcezza e piacere in ogni parte
del corpo, carpitrice della voglia di bambino e di ninne nanne che si
nascondono in noi....." (U. Padelletti) "L'Informatore"
- 29 agosto 2000
"....La solista Michela Scarpini ha letteralmente incantato il
pubblico con la sua voce melodiosa e ricca di sonorità che ha offerto
ai presenti l'occasione per rivivere le magiche atmosfere dei tempi
passati...." (A.C.) "Il
corriere di Siena" - martedì 2 gennaio 1996
"Dieci minuti di applausi a sipario aperto: questo il segno
tangibile del successo dello spettacolo "Qual Dissono
Concento"......un mix di antiche arie e brani recitati, capaci di
creare una particolare suggestione e di incantare il pubblico presente.
Magistrale l'interpretazione dei musicisti......La voce di Michela
Scarpini è risuonata nel teatro come fosse un altro strumento che
armonizzasse tutti gli altri..." (R.C.) "Il
Cittadino" - domenica 31 dicembre 1995
".....Musica per palati raffinati, interpretazioni certamente
difficili. Ma forse e, proprio per questo, da tenere presenti, al fine
di portarle su certe mense dove la cacofonia si è sostituita
all'eufonia......I quattro di "Pavane" non possono definirsi
soltanto freddi musicisti. Il loro repertorio, che è frutto di
amorevoli ricerche, si avvale di brani onirizzanti capaci, per chi ha
"intelletto d'amore", di condurre umbratilmente tra i bardi
d'Irlanda e le corti dei Gonzaga....."(G.Barducci)
"Il Cittadino"
- martedì 5 settembre 1995 |